Astensione dagli Zuccheri Aggiunti nei Bambini Prima dei 2 Anni: Perché è Cruciale per la Loro Salute

L’alimentazione dei bambini nei primi anni di vita è un tema fondamentale per lo sviluppo fisico e psicologico. Nei cosiddetti primi 1000 giorni di vita (che vanno dal concepimento ai primi due anni di vita del bambino) dettano le basi della salute non solo del bambino, ma anche del futuro adulto. In particolare, quando si parla di alimentazione infantile, uno degli aspetti più dibattuti riguarda l’introduzione degli zuccheri aggiunti nella dieta. Molti esperti e pediatri consigliano di evitare completamente l’uso di zuccheri aggiunti nei bambini prima dei 2 anni. In questo articolo esploreremo i motivi per cui questa raccomandazione è così importante, focalizzandoci sugli effetti a lungo termine sulla salute, sullo sviluppo dei gusti e sul rischio di obesità infantile.

L’Alimentazione dei Primi Anni e la Formazione dei Gusti

Il bambino inizia a sviluppare il senso del gusto già durante la vita intrauterina, durante la quale ingoia piccoli sorsi di liquido amniotico, il cui sapore viene influenzato dalle scelte alimentari della mamma. In seguito, con l’allattamento, il bambino sperimenta un gusto naturalmente dolce, essendo il latte materno una fonte di zuccheri, in particolare di lattosio. Che nel caso del latte materno, il gusto cambia in base alla dieta della mamma ed è per questo che durante l’allattamento si consiglia un’alimentazione varia per favorire la sperimentazione di diversi gusti da parte del bambino. Il bambino sarà dunque già naturalmente predisposto ad apprezzare il gusto dolce, essendo questo il principale gusto del latte materno. L’inizio dell’alimentazione complementare per il bambino rappresenta non solo la sperimentazione di nuovi gusti, ma anche di nuove consistenze e già in questa fase si dettano quelle che in futuro saranno le sue preferenze alimentari. L’introduzione precoce di zuccheri aggiunti può influenzare negativamente questa fase delicata, predisponendo i bambini a preferire i cibi dolci e ad avere difficoltà nell’apprezzare i sapori naturali dei cibi non zuccherati.

Iniziare a mangiare cibi dolci prima dei 2 anni può creare una sorta di “assuefazione” al dolce, una preferenza che può durare tutta la vita. I bambini che vengono abituati fin da piccoli a cibi dolci possono sviluppare una vera e propria “dipendenza” da zuccheri, rendendo difficile, in futuro, la modifica di questa preferenza alimentare.

Il Legame Tra Obesità Infantile e Abitudini Alimentari

Uno degli aspetti più preoccupanti riguardo all’assunzione precoce di zuccheri è il rischio di obesità infantile. Secondo diversi studi, i bambini che consumano elevate quantità di zuccheri aggiunti sono più propensi a sviluppare sovrappeso e obesità. Questo problema è particolarmente rilevante in Italia, dove nella fascia ad esempio 8-9 anni quasi 1 bambino su 10 è obeso e 1 bambino su 5 in sovrappeso. Inoltre studi dimostrano che un bambino obeso ha un elevato rischio di essere un adulto obeso, dunque anche più incline a sviluppare patologie legate all’obesità, come il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre problematiche metaboliche. Prevenire l’obesità infantile inizia con abitudini alimentari corrette, e l’astensione dagli zuccheri aggiunti gioca un ruolo cruciale in questo processo.

Il Cervello Infantile e gli Zuccheri: La Plasticità Cerebrale

L’assunzione di zuccheri stimola uno specifico circuito cerebrale detto “circuito del reward” o “circuito della ricompensa”. Questo circuito è legato alla sensazione di piacere che si prova quando si mangiano cibi dolci a seguito del rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che andrà a rafforzare i comportamenti che l’anno prodotto. Ciò significa che più zucchero assumiamo, più dopamina viene prodotta, più zucchero verrà richiesto. La stimolazione continua ed eccessiva di questo circuito cerebrale in risposta all’assunzione di zuccheri può creare a lungo andare una sorta di dipendenza da zuccheri.

Nei primi 2 anni di vita, il cervello del bambino è in una fase di estrema plasticità, il che significa che è particolarmente ricettivo agli stimoli esterni e in grado di adattarsi rapidamente. L’iperstimolazione del circuito del reward in una fase precoce caratterizzata da questa plasticità cerebrale potrebbe causare dei danni irreversibili, che renderanno il bambino (e dunque il futuro adulto) sempre più incline alla ricerca di zuccheri come fonte di gratificazione.

Le Abitudini Alimentari dei Bambini: Difficili da Cambiare da Adulti

Le abitudini alimentari che si formano nei primi anni di vita sono quelle che più difficilmente verranno modificate in età adulta. Se un bambino cresce mangiando cibi ad alto contenuto di zuccheri, sarà più difficile per lui adottare uno stile alimentare più sano da adulto. I bambini che consumano zuccheri aggiunti possono sviluppare un gusto prediletto per il dolce, che può persistere anche quando saranno più grandi.

Educare i bambini a preferire cibi freschi, naturali e poco lavorati fin da piccoli è un passo fondamentale per garantire che le abitudini alimentari siano sane non solo da bambini, ma anche durante l’adolescenza e l’età adulta.

Le Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Ad ottobre 2023, l’OMS ha pubblicato le linee guida per l’alimentazione dei bambini nella fascia di età 6-23 mesi di età (“WHO Guideline for complementary feeding of infants and young children 6–23 months of age”). In queste linee guida, basate su forti evidenze scientifiche si raccomanda l’astensione dal consumo di alimenti e bevande fonti di zuccheri aggiunti, tra i quali ritroviamo non solo dolciumi, caramelle e merendine, ma anche succhi di frutta e bevande zuccherate.

Secondo l’OMS è importante che i bambini siano alimentati principalmente con alimenti freschi, frutta, verdura, e che il latte materno resti la principale fonte di nutrimento durante i primi 6 mesi di vita.

In sintesi, l’astensione dagli zuccheri aggiunti nei bambini sotto i 2 anni è un passo fondamentale per garantire una salute ottimale a lungo termine. Non solo limita il rischio di obesità infantile, ma aiuta anche a formare gusti alimentari sani che dureranno nel tempo. Inoltre, ridurre l’assunzione di zuccheri nei primi anni di vita protegge il cervello in fase di sviluppo e riduce il rischio di creare dipendenze alimentari che potrebbero compromettere la salute in età adulta.

Investire nell’educazione alimentare fin dai primi anni di vita è una delle azioni più efficaci che i genitori possano compiere per garantire un futuro sano ai loro figli. E ricordiamoci: un bambino che cresce con abitudini alimentari sane è un adulto che avrà meno probabilità di incorrere in malattie croniche legate alla dieta.

Dott.ssa Roberta Baldoni – BIOLOGA NUTRIZIONISTA

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